Sotto il nome di Risparmio Energetico si annoverano varie tecniche atte a ridurre i consumi dell’energia necessaria allo svolgimento delle attività umane. Il risparmio può essere ottenuto sia modificando i processi energetici in modo che ci siano meno sprechi, sia trasformando l’energia da una forma all’altra in modo più efficiente (efficientamento energetico). (Wikipedia)

 

Una casa a basso consumo energetico manterrà la tua famiglia a proprio agio mentre risparmi denaro. Sia che apporterai semplici accorgimenti sia che farai investimenti più consistenti per rendere la tua casa più efficiente vedrai comunque le bollette ridursi. Nel corso del tempo di solito questi risparmi ripagheranno il costo dei miglioramenti eseguiti e restituiranno soldi al tuo portafoglio, inoltre la tua casa sarà molto più allettante per potenziali acquirenti nel caso decidessi di venderla. Sfortunatamente moltissima energia viene sprecata attraverso finestre, elettrodomestici vecchi o sistemi di riscaldamento e condizionamento inefficienti. Quando sprechiamo energia in casa stiamo buttando via denaro che potrebbe essere utilizzato per fare altre cose. Una tipica famiglia italiana consuma all’incirca 1.500,00 Euro l’anno in spese energetiche domestiche, è possibile ridurre questo importo del 25% seguendo i Suggerimenti per il Risparmio a Lungo Termine contenuti in questa guida. La chiave per il risparmio è quella di un approccio orientato alla casa nel suo complesso, intendendo la casa come un sistema energetico formato da parti interdipendenti. Per esempio, il tuo sistema di riscaldamento non è composto solo dalla caldaia ma si tratta di un sistema di erogazione di calore che parte dal generatore e distribusce il calore in tutta la casa utilizzando una rete di tubazioni. Anche un generatore di alto livello e ad alta efficienza energetica disperderà un sacco di calore se le tubazioni, le mura, la mansarda, le finestre e le porte perdono o se sono scarsamente isolati. Intraprendere un approccio per il risparmio di energia orientato alla casa nel suo complesso assicura che i soldi investiti per risparmiare energia siano spesi con saggezza.

L’ETICHETTATURA ENERGETICA DEGLI ELETTRODOMESTICI E DEI PRODOTTI CHE USANO ENERGIA

L’Unione europea ha cominciato a disciplinare l’etichettatura energetica partendo dai grandi elettrodomestici. Nel 2010 è stata emanata la Direttiva 2010/30/Ue – Norme sull’etichettatura del consumo energetico degli elettrodomestici e di altri prodotti connessi all’energia. Le disposizioni presenti nella Direttiva 2010/30/Ue sono state recepite in Italia dal Dlgs 28 giugno 2012, n. 104, con un anno di ritardo rispetto ai termini fissati.

La Direttiva obbliga i costruttori ad apporre agli elet-
trodomestici più diffusi (frigoriferi, congelatori, lavatri-
ci, lavastoviglie ecc.) un’etichetta energetica, il consumatore ha così la possibilità di essere informato in modo chiaro sul consumo di energia del prodotto oggetto dell’acquisto.
I consumatori possono scegliere con più cognizione di causa e optare per elettrodomestici che consumano meno. La Direttiva sembra aver prodotto i giusti frutti, infatti, da quando vige l’obbligo dell’etichettatura energetica degli elettrodomestici, l’acquisto si è orientato sempre più verso elettrodomestici efficienti. I produttori, dal canto loro, sono indotti a migliorare le prestazioni energetiche dei loro prodotti, in modo da soddisfare la tendenza della domanda: fino al 2000 il modello medio

sul mercato era di classe D (una classe energetica di medio consumo); dopo 10 anni, la maggior parte dei grandi elettrodomestici presenti sul mercato è in classe A (la classe più efficiente nella scala adottata dalla normativa vigente).

La Direttiva sull’etichettatura si inserisce in un quadro giuridico volto a produrre ulteriori risparmi di energia e vantaggi per l’ambiente.
Di questo quadro fa parte anche la Direttiva Eup (Directive for Energy-using Products – 2009/125/Ce), che disciplina la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia ed impone precisi standard di progettazione volti a ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza energetica dei prodotti che consumano energia.

COM’E’ E A COSA SI APPLICA

Il consumo dell’elettrodomestico è riportato utilizzando una scala di sette livelli, dalla A sino alla G. La lettera A indica la classe energetica più efficiente (consumi bassi), la lettera G la meno efficiente (consumi più alti). Nel caso in cui l’elettrodomestico avesse delle prestazioni energetiche superiori a quelle previste in classe A – come accade per esempio con i frigoriferi e i congelatori – nell’etichetta energetica si deve tenere conto di tre nuove categorie energetiche che riflettono il progresso tecnologico. Le classi addizionali sono: A+, A++, A+++.
Queste tre classi, però, non si aggiungono alle 7 classi fin’ora previste. La nuova normativa, infatti, continua a limitare il numero totale di classi a sette. Per cui la scala delle classi energetiche si struttura come segue:

– i nuovi elettrodomestici che consumano meno energia rispetto a tutti gli altri presenti sul mercato sono classificati con A+++; la classe di minore efficienza nella sua etichetta energetica è D invece che G;

– gli elettrodomestici classificati con A++ devono avere l’etichetta energetica con una scala di efficienza che si ferma a E, invece che a G;

– gli elettrodomestici classificati con A+ devono avere l’etichetta energetica con una scala di efficienza che si ferma a F, invece che a G.

La scala cromatica indica in verde scuro i dispositivi a maggiore efficienza energetica, in rosso quelli che consumano di più.

La classificazione si basa sui valori dell’Indice di Efficienza Energetica (Energy Efficiency Index: EEI), che rappresenta il rapporto tra il consumo annuale dell’apparecchio ed il consumo standard di un modello simile di riferimento. EEI quindi rappresenta un valore percentuale.
L’etichetta energetica non riporta solo informazioni sui consumi ma anche il consumo medio annuo dell’apparecchio, il volume disponibile per gli alimenti freschi e quelli congelati nel caso dei frigoriferi; il consumo di energia per ogni ciclo di lavaggio nel caso di lavatrici e lavastoviglie; il consumo di acqua, il livello di rumorosità, ecc.

A QUALI PRODOTTI SI APPLICA

Il consumo dell’elettrodomestico è riportato utilizzando una scala di sette livelli, dalla A sino alla G. La lettera A indica la classe energetica più efficiente (consumi bassi), la lettera G la meno efficiente (consumi più alti). Nel caso in cui l’elettrodomestico avesse delle prestazioni energetiche superiori a quelle previste in classe A – come accade per esempio con i frigoriferi e i congelatori – nell’etichetta energetica si deve tenere conto di tre nuove categorie energetiche che riflettono il progresso tecnologico. Le classi addizionali sono: A+, A++, A+++.
Queste tre classi, però, non si aggiungono alle 7 classi fin’ora previste. La nuova normativa, infatti, continua a limitare il numero totale di classi a sette. Per cui la scala delle classi energetiche si struttura come segue:

– i nuovi elettrodomestici che consumano meno energia rispetto a tutti gli altri presenti sul mercato sono classificati con A+++; la classe di minore efficienza nella sua etichetta energetica è D invece che G;

– gli elettrodomestici classificati con A++ devono avere l’etichetta energetica con una scala di efficienza che si ferma a E, invece che a G;

– gli elettrodomestici classificati con A+ devono avere l’etichetta energetica con una scala di efficienza che si ferma a F, invece che a G.

La scala cromatica indica in verde scuro i dispositivi a maggiore efficienza energetica, in rosso quelli che consumano di più.

La classificazione si basa sui valori dell’Indice di Efficienza Energetica (Energy Efficiency Index: EEI), che rappresenta il rapporto tra il consumo annuale dell’apparecchio ed il consumo standard di un modello simile di riferimento. EEI quindi rappresenta un valore percentuale.
L’etichetta energetica non riporta solo informazioni sui consumi ma anche il consumo medio annuo dell’apparecchio, il volume disponibile per gli alimenti freschi e quelli congelati nel caso dei frigoriferi; il consumo di energia per ogni ciclo di lavaggio nel caso di lavatrici e lavastoviglie; il consumo di acqua, il livello di rumorosità, ecc.

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